Il lutto ai tempi COVID-19

Tra gli effetti devastanti dell’emergenza COVID-19 è inevitabile citare il cordoglio per la morte di cari
affetti e non dal virus. Oltre alla sofferenza per la perdita non possiamo non considerare il dolore per le
misure da seguire nel dare l’ultimo saluto a un amico, un parente, un coniuge, un figlio.
Nel periodo Fase 1 anche quando la salma non era affetta da COVID-19 era vietato andare in chiesa per la
celebrazione del funerale, ma era consentito allestire per la commemorazione.
Nel caso in cui invece il defunto era affetto da COVID-19 non vi era modo di commemorare e salutare il
proprio caro. Non era possibile neanche vestirlo e quindi prendersene cura, accompagnarlo con dignità nel
lungo viaggio che lo avrebbe atteso. Vissuti e immagini impattanti e forti da affrontare.
Nel processo di elaborazione del lutto le circostanze traumatiche possono contribuire a ostacolare la
capacità di adattamento della persona, l’accettazione della perdita e la capacità di gestire il dolore.
I riti creati dalla nostra società hanno la funzione psicologica di favorire il lavoro del lutto, che può essere
anche molto lungo. Quando però il lavoro del lutto non viene compiuto, quando non si riesce ad elaborare
la perdita e la persona non si distacca ma mantiene dei legami psicologici con i vecchi investimenti, allora
subentra la depressione. Il dolore normale del lutto diventa malattia.
Le circostanze funebri imposte dall’emergenza COVID-19 hanno un potenziale traumatico nella
risoluzione del lutto.

Dott.ssa Francesca Manari

Un ringraziamento speciale va ad Andrea De Florentiis delle Onoranze Funebri F.lli De Florentiis per la
disponibilità nel fornire tutte le informazioni sullo svolgimento dei riti funebri ai tempi COVID-19.

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